Scienza e Tecnologie

Acciaio inox nell’industria alimentare: indicatori di qualità

L’industria alimentare è un complesso insieme di processi tecnologici che includono l’utilizzo di macchinari all’avanguardia: perché l'acciaio è così importante nel settore?

L’industria alimentare è un complesso insieme di processi tecnologici che includono l’utilizzo di macchinari all’avanguardia e le capacità tecniche degli addetti ai lavori. Di fondamentale importanza, nei processi di lavorazione delle materie prime e degli alimenti, è la qualità dei materiali di cui i macchinari sono composti e con cui vengono realizzati.

La produzione alimentare, infatti, non può essere paragonata alle altre tipologie di produzione: le modalità con cui vengono preparati e confezionati alimenti e bevande incide sulla salute dei consumatori e il rischio di contaminazioni batteriche è sempre altissimo. L’industria alimentare ha rigide norme che la regolano: tra queste, il decreto 269 del 2007, che vieta l’impiego di zinco, stagno e piombo e di tutte le leghe che lo prevedono per oltre il 10%, nell’intera filiera.

Il materiale più diffuso in assoluto nell’industria alimentare è l’acciaio inox, con il quale sono realizzati la gran parte dei macchinari e dei loro componenti. Ma quali sono le sue particolarità, e perché è idoneo per l’industria alimentare?

Innanzitutto, l’acciaio inox non si corrode a contatto con cibi e bevande acide: questo garantisce l’integrità del prodotto e tutela la salute dei consumatori. Inoltre, l’acciaio inox non incide sulle proprietà organolettiche o sulla colorazione dei commestibili, per cui sapore, odore e colore degli alimenti non vengono alterati durante la lavorazione. L’acciaio è anche semplice da pulire e garantisce la massima igiene durante le fasi di produzione e trasformazione degli alimenti. Infine, è incredibilmente resistente nel tempo ed è anche piuttosto malleabile, per cui può essere plasmato per facilitare le operazioni di lavorazione e stoccaggio.

 

Quali sono gli acciai inossidabili adatti all’industria alimentare?

Gli acciai indicati per l’industria alimentare sono solitamente due:

  • AISI 304: caratterizzato da una percentuale di cromo che va dal 18% al 20% e di nichel tra l’8% e l’11%, è definito anche 18/8 o 18/10, proprio in riferimento al quantitativo minimo dei due componenti. Si tratta sicuramente del più comune, utilizzato a esempio per le posate, ma ha un difetto non trascurabile: è soggetto a deterioramenti provocati dalla vaiolatura;
  • AISI 316 (EN 1.4401): oltre al cromo e al nichel, questo acciaio presenta anche il molibdeno, con un tenore del 2% -3%. Questa aggiunta rende l’acciaio più pregiato e lo rende immune alla corrosione causata da soluzioni solforiche, acidi o cloruri. Come la maggioranza dei metalli, sopporta temperature decisamente superiori a quelle richieste dalla preparazione dei cibi.

 

Commercio accordi in acciaio: a chi affidarsi?

Le industrie alimentari devono sostenere grandi investimenti economici affinché la produzione garantisca la sicurezza dei lavoratori e dei consumatori: questo implica l’acquisto di componenti e macchinari di altissima qualità. Affidarsi alle aziende produttrici che possono garantire il rispetto delle norme nazionali e internazionali in materia è sicuramente un obbligo, per l’industria alimentare.

Il commercio di accordi in acciaio, ad esempio, deve essere messo in pratica solo con fornitori che possano certificare i prodotti: sotto questo punto di vista, la dichiarazione di conformità MOCA (Materiali e Oggetti a Contatto Alimentare) deve essere pretesa in fase di acquisto di qualsivoglia componente in acciaio, sia esso un raccordo, una valvola o un tubo.


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