Casa

Caldaie combinate, la loro storia

La storia che ha portato allo sviluppo e alla diffusione delle caldaie combinate

Non è soltanto in questo secolo che l’uomo ha utilizzato il suo ingegno al fine di trovare il modo per riscaldare la propria casa e avere a disposizione dell’acqua calda e non sarà di certo l’ultimo. Il progresso tecnologico e la ricerca in futuro offriranno la possibilità di avere a disposizione strumenti sempre più efficienti in grado di donarci il comfort che desideriamo.

Dagli albori al Medioevo

Il tentativo di riscaldare l’ambiente domestico da parte dell’uomo si perde nella notte dei tempi: già gli uomini delle caverne utilizzavano il fuoco per poter combattere il freddo. Anticamente in Asia le persone utilizzavano stufe e focolari per riscaldare l’acqua e incanalare l’aria calda all’interno di condutture che passavano sotto i pavimenti delle loro case. I Romani, invece, avevano ideato un vero e proprio sistema di riscaldamento chiamato ipocausto utilizzato per riscaldare i bagni pubblici e le antiche Domus.

I caminetti iniziarono a fare la loro comparsa all’interno delle abitazioni nel corso del Medioevo: in quel periodo non c’era, tuttavia, l’idea di sviluppare degli impianti di riscaldamento ad hoc per le abitazioni. Nelle abitazioni della borghesia e degli aristocratici era comune avere dei caminetti in più stanze così da poter riscaldare gli ambienti in modo più uniforme.

Il gas come fonte d'illuminazione e combustibile

Uno dei passi avanti più importanti fu compiuto da William Murdoch nel 1777 quando scoprì che il gas poteva essere utilizzato anche come combustibile per l’illuminazione. Questa prima scoperta diede vita a un filone di studi sul gas che pose le basi per lo sviluppo degli impianti di riscaldamento così come li conosciamo. Nel 1824, infatti, il gas iniziò a essere utilizzato anche per la cottura degli alimenti e per scaldare l’acqua per fare il bagno.

Fu soltanto nel 1868, tuttavia, che il primo scaldabagno domestico istantaneo alimentato a gas venne alla luce e fu il pittore Benjamin Waddy Maughan a inventarlo. Decise di chiamarlo “Geyser” come le sorgenti d’acqua calda islandesi. La sua invenzione prevedeva che l’acqua fredda in entrata all’interno dello scaldabagno venisse scaldata grazie a un bruciatore alimentato a gas. Questa, poi, scorreva all’interno di una serie di tubature che la conducevano ai lavandini o alla vasca da bagno.

Sebbene la sua idea fosse geniale era anche altrettanto pericolosa perché lo scaldabagno da lui inventato non aveva canna fumaria: i gas di scarico venivano immessi all’interno dello stesso locale in cui era posto lo scaldabagno e potevano provocare avvelenamenti. Non c’era, inoltre, il modo di controllare la temperatura dell’acqua in uscita che poteva venir fuori bollente e provocare gravi ustioni.

La sua invenzione, però, ispirò l’ingegnere meccanico norvegese Edwin Ruud emigrato negli Stati Uniti che nel 1889 diede vita al primo scaldabagno a gas dotato di accumulo integrato. Le sue conoscenze ingegneristiche gli permisero di dar vita a scaldabagni sempre più efficienti e apprezzati.

Le caldaie combinate a condensazione

Fu proprio negli Stati Uniti che le prime caldaie combinate iniziarono a fare la loro comparsa. Da qui, poi, vennero esportate anche in Europa dove ugualmente ottennero un gran successo. Soltanto nel Regno Unito inizialmente vennero accolte con diffidenza: soltanto negli ultimi 15-20 anni, infatti, sono riuscite a diventare anche qui uno dei sistemi più apprezzati per il riscaldamento domestico.

Recentemente c’è stata una ulteriore evoluzione: sono state create le caldaie combinate a condensazione, in grado di assicurare un comfort molto elevato a fronte di consumi più bassi rispetto alle caldaie tradizionali.

Chissà cosa ci riserverà il futuro: probabilmente caldaie ancora più eco-sostenibili ed efficienti.

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