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Come costruire un circuito elettrico elementare

I circuiti elettrici sono alla base del funzionamento di tutti i nostri elettrodomestici: in serie, semplici, aperti o chiusi sono sempre costituiti da alcuni componenti imprescindibili come i fili conduttori (collegati tra loro e ai poli) e il generatore di tensione, per indurre il movimento del flusso di corrente da un polo all'altro.

Costruire in circuito elettrico elementare non è difficile, sono sufficienti pochi materiali e un po' di pazienza: vediamo insieme, grazie alle indicazioni fornite dai tecnici della ditta di riparazione Elettricista Torino, come fare per realizzarne uno.
 

Materiali occorrenti per un circuito elettrico elementare

Per realizzare un circuito elettrico elementare sono necessari pochi materiali, facilmente reperibili in casa (o da un ferramenta). Prima di mettervi al lavoro, assicuratevi di avere a disposizione:

  • tavoletta di legno (come base di lavoro);
  • pila da 4.5 volt oppure da 9 volt;
  • filo elettrico;
  • graffette e puntine da disegno;
  • lampadine da 3 o 6 volt con relativo porta-lampada;
  • pinze da elettricista (o delle forbici).

In alternativa alle lampadine è possibile collegare un piccolo motore elettrico o un LED.
 

Circuiti elettrici elementari: come procedere

Il primo passo per realizzare un circuito elettrico elementare è preparare i fili. Ne servono due, (come i poli), di una lunghezza compresa tra 10 e 30 centimetri; una volta tagliati alla misura desiderata, è importante sbucciarne le estremità rimuovendo piccole porzioni della copertura isolante, per permetterne la connessione con l'alternatore.

Il secondo passo prevede, appunto, il collegamento dei conduttori con il generatore di corrente: per farlo è sufficiente alzare le linguette della batteria in modo che ognuna di esse venga a contatto con la superficie scoperta dei fili, permettendo così il passaggio dell'energia. Per rendere più stabile questa struttura, è inoltre possibile utilizzare delle normali graffette ferma-carte per fissare i due elementi.

Concluso anche questo passaggio, è possibile procedere collegando le estremità libere dei fili al porta-lampada, avendo cura di fissare il supporto per lampadine alla tavoletta di legno. Per dare un aspetto più ordinato al circuito, in questa fase, si può anche valutare la possibilità di ancorare i fili alla tavoletta, per esempio usando delle puntine da disegno (che però non dovranno mai bucare i cavi).

A questo punto, se tutti i passaggi sono stati eseguiti in modo corretto, avvitando la lampadina al porta-lampada, il bulbo dovrebbe accendersi per effetto della trasformazione dell'energia chimica contenuta nella batteria, in energia elettrica, e quindi in energia luminosa e termica. Naturalmente la lampadina può essere sostituita con altri piccoli dispositivi come un motorino elettrico o un LED.

Realizzare i tre circuiti (con lampadina, con motorino e con LED) può essere particolarmente interessante per spiegare il funzionamento dei diversi dispositivi elettrici, e in particolare l'effetto che provoca l'inversione dei collegamenti: se nel caso del circuito a lampadina, l'operazione non crea nessun effetto, per il motorino elettrico essa provoca il cambio del verso di rotazione, mentre nel caso del LED, l’inversione della polarità né impedisce l’accensione.


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