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Come Fare un Testamento Olografo e Pubblico

Nella vita di ognuno, arriva prima o poi il momento di tirare le somme, guardarsi indietro e fare delle profonde considerazioni su una questione molto delicata come la morte.

Nella vita di ognuno, arriva prima o poi il momento di tirare le somme, guardarsi indietro e fare delle profonde considerazioni su una questione molto delicata come la morte. Abbandonare la dimensione terrena è una cosa naturale e normale, a cui in qualche modo siamo preparati da sempre ma che affrontiamo, forse per cultura, con un po’ di distacco. Tra le varie considerazioni da fare per tempo c’è la questione dell’eredità, cioè stabilire quali beni o immobili vogliamo destinare a chi dopo il nostro decesso. Se vi state chiedendo come fare un testamento, la risposta (o le risposte) sono molto semplici, ma le varie opzioni hanno delle regole da rispettare alla lettera per garantirci che le nostre volontà vengano rispettate.

Come Fare un Testamento Olografo

Come anticipato, ci sono delle regole da seguire e delle differenze sostanziali tra diversi tipi di testamento; essenzialmente questo può essere olografo o pubblico. Quello pubblico, probabilmente il più diffuso, è un tipo di testamento che viene scritto dal notaio in presenza del testatore che detta le proprie volontà. Il testamento olografo, invece, è quello che richiede grande attenzione da parte del testatore, che si incarica di scriverlo di proprio pugno dalla A alla Z, includendo data e firma. Solo in un secondo momento questo verrà consegnato a un notaio che ne verificherà la valenza e lo custodirà fino al giorno opportuno. Il testamento olografo deve essere scritto in modo chiaro e da un soggetto in grado di intendere e di volere, da una persona singola che esprime le volontà su i propri beni e deve essere steso interamente a mano.

Le Regole per Fare un Testamento

Per quanto il testamento sia un’occasione per destinare alle persone più care un riconoscimento concreto quando abbandonerete la dimensione terrena, la legge stabilisce che ci sono dei limiti entro i quali il testatore può arbitrare i propri beni. Infatti solo una quota dei propri beni, quella disponibile, può essere destinata a qualcuno che non siano il coniuge o i figli. Infatti questi hanno diritto a percepire una sostanziale quota di eredità (fatta di beni materiali che possono essere immobili o no), come assorbirebbero anche dei debiti nel caso ci fossero. Si possono destinare beni o denaro ad amici stretti, parenti, una persona che merita la nostra riconoscenza, ma anche ad associazioni ONLUS che compiono delle opere di bene.

Se non si scrive il testamento, invece, le quote vengono spartite tra i familiari più stretti secondo percentuali prestabilite per legge; se non ci fossero persone legate da parentela fino al sesto grado, l’intero patrimonio viene devoluto allo Stato, in caso di mancato testamento.

Scrivere il testamento è semplice e vi permette di avere l’ultima voce in capitolo su qualcosa che vi appartiene, perciò si consiglia a tutti di scriverne uno.


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