Edilizia e Costruzioni

Come installare un impianto di domotica?

La domotica è una tecnologia che può far risparmiare molto in termini di consumi e costi: installare da soli un impianto a casa è possibile, ma è sempre preferibile affidarsi ai professionisti!

La domotica è una tecnologia molto interessante, che si è affacciata sul mercato relativamente da poco. Applicabile a svariati settori industriali, ne possono usufruire – con ottimi risultati – anche i privati nelle loro abitazioni. Se fino a qualche anno fa gli impianti elettrici domotici erano appannaggio dei proprietari di case di lusso, grazie alla diffusione della tecnologia oggi la domotica trova applicazioni anche in contesti abitativi su larga scala.

Sono notevoli i benefici che le persone possono ricavare dalla domotica: senza dubbio il comfort abitativo è la maggiore utilità che si può ricavare (pensiamo al sostegno nei confronti delle persone disabili) da un impianto del genere, ma non sono da escludere la maggiore sicurezza, l’efficienza e il grande risparmio energetico dovuto alla razionalizzazione dell’energia. Il risparmio energetico merita una nota di merito: tenuto conto dell’alto costo dei combustibili fossili e dei gravi problemi ambientali che essi sviluppano, la domotica diventa di importanza fondamentale se si vuole sostenere uno stile di vita ecologico!

Fatta questa piccola premessa, è interessante conoscere il funzionamento di un impianto domotico, per comprendere più a fondo come questa tecnologia possa sensibilmente ridurre le spese e aumentare il comfort abitativo.

 

Come funziona un impianto domotico?

Un impianto domotico è formato da alcuni moduli che comunicano tra loro: in corrispondenza dei carichi controllati, come ad esempio una lampada, si trovano dei moduli ricevitori, e in corrispondenza dei pulsanti di comando troviamo dei moduli trasmettitori.

Prendiamo ad esempio l’accensione o lo spegnimento di una lampada: in un impianto domotico, premendo un pulsante dell’accensione viene inviato, attraverso il relativo modulo trasmettitore, il comando per l’accensione (o lo spegnimento) del carico in questione. In corrispondenza del carico controllato, ad esempio la lampada, è presente un modulo ricevitore che riconosce il comando inviato e alimenta (o disalimenta) il carico.

Ogni modulo trasmettitore o ricevitore possiede un indirizzo preciso assegnato al momento della configurazione dell’impianto. Attraverso tale indirizzo, un determinato modulo ricevitore è in grado di riconoscere, fra i tanti, quei comandi a lui indirizzati inviati dal trasmettitore abilitato a comandarlo.

Esistono almeno 3 diversi supporti attraverso cui i moduli comunicano tra loro: BUS di campo, onde convogliate e radio frequenza. Scegliere tra uno di questi supporti è decisivo per installare un impianto veramente funzionale, ma la scelta dipende soprattutto dal tipo di edificio in cui vogliamo installare l’impianto. Le onde convogliate e la radio frequenza sono indicate in edifici storici dove è necessario limitare gli interventi a livello di opere murarie, ad esempio.

 

Come installare un impianto di domotica?

Non sempre è necessario l’intervento di un tecnico per l’installazione, dato che sono disponibili numerosi kit “fai da te” utilizzabili anche su impianti esistenti. Tuttavia, l’impianto elettrico tradizionale deve essere separato da quello contenente moduli domotici dato che, su quest’ultima, deve essere collocato un filtro di linea per contenere disturbi provenienti da altre zone.

Nell’installazione di un impianto di domotica sono diverse le cose da tenere in considerazione: ad esempio, i criteri sui quali può essere compiuta la scelta del protocollo per l’impianto in fase di realizzazione. Il protocollo, infatti, costituisce il linguaggio con cui i diversi dispositivi comunicano tra loro. Il protocollo deve essere il medesimo per tutti i componenti dell’impianto domotico: se così non fosse, lo scambio di informazioni tra essi non potrebbe avvenire!

Esistono protocolli aperti e protocolli chiusi, chiamati anche proprietari. Questi ultimi sono alla base del funzionamento di dispositivi commercializzati esclusivamente dalla società costruttrice, che ne detiene i diritti. Questo implica che, in caso di guasto o ampliamento dell’impianto, bisognerà orientarsi necessariamente verso prodotti di quella società medesima.

I protocolli aperti, invece, consentono maggiore flessibilità, non essendo vincolati a una specifica casa costruttrice. Ovviamente in caso di marchi diversi occorre verificare che i dispositivi siano fra loro compatibili e certificati per il protocollo aperto adottato nell’impianto.

Come avrete potuto capire, l’installazione di un impianto domotico non è propriamente una passeggiata: occorre avere delle conoscenze accurate per procedere! Il consiglio è quindi quello di rivolgervi sempre ad un professionista.


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