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Consulti personalizzati al telefono: le cartomanti svizzere aiutano?

In Svizzera la cartomanzia telefonica va alla grande, perché?

Dalla corte degli Estensi di Ferrara ai giorni nostri: percorso esoterico ma con molte basi storiche.

Trascurando i casi estremi di vera e volontaria malafede, in generale il cartomante (uomo o donna) è un professionista in grado di leggere (decifrare) il significato simbolico attribuito alle immagini contenute in un particolare mazzo di 78 carte (dette "tarocchi") di cui 56 normali carte da gioco alle quali si aggiungono 21 carte dette "trionfi" contenenti figure umane o mitologiche e/o animali, e una carta raffigurante "il matto" (una sorta di jolly). Le 56 carte da gioco (italiane o francesi) si dividono in quattro semi (bastoni, spade, denari e coppe); per ogni seme ci sono 10 carte numerate da 1 a 10 e 4 carte dette "di corte": Fante, Cavaliere, Regina e Re. I 21 trionfi sono così denominati forse per le allegorie di un poemetto del Petrarca, oppure perchè associate ai carri trionfali che nel Medioevo sfilavano nelle processioni carnevalesche.
Poichè non esistono dati certi sull'origine delle carte da gioco in Occidente, la teoria più accreditata nel tempo è quella che i tarocchi, così come descritti sopra, risalgano alla metà del XV secolo in quanto apparsi per la prima volta alla corte degli Estensi di Ferrara (citazioni del 1442 nei registri di corte). Essi furono poi introdotti in Francia e Svizzera nel periodo di dominazione francese del Ducato di Milano (XV secolo) e da lì nel resto dell'Europa. A partire dalla fine del XVIII secolo i tarocchi furono associati alla cabala e ad altre tradizioni mistiche. In termini esoterici le 78 carte vengono denominate "Arcani maggiori" (trionfi) e "arcani minori" (le 56 carte da gioco).
 

Un po' di etimologia

 
Nel linguaggio comune il cartomante, cioè "colui che predice il futuro attraverso la lettura di carte", viene definito anche con le espressioni "lettore di carte" o "tarologo" a seconda che legga comuni carte da gioco o i tarocchi. A livello etimologico la parola cartomanzia ha origini antiche ed è costituita da 2 parti: carta (dal latino charta e dal greco antico charasso) e manzia (dal greco antico manteia cioè arte divinatoria). La parola "tarologo" invece ha origini molto giovani ed è stata coniata dallo scrittore/compositore/regista teatrale cileno naturalizzato francese Alejandro Jodorowsky (vivente), unendo le parole "taro" (da tarocchi) e logia (discorso),

La pratica della cartomanzia: dal fai-da-te alle vere e proprie accademie formative con rilascio di certificazione delle competenze acquisite.

Di solito il lettore di carte/tarologo è un autodidatta che, partendo da una problematica personale, è stato attratto in maniera sempre più profonda da questo mondo che non è "magico", come i pregiudizi portano a pensare, ma basato su regole e logiche ben precise. Esistono numerosissimi corsi di formazione, sia in aula che online, e con il tempo si sono venute a sviluppare vere e proprie "accademie dei tarocchi" (associazioni) che rilasciano attestazioni degli studi intrapresi.
 

Modalità di erogazione del servizio di tarologia 

 
Ai giorni d'oggi, alla tradizionale visione dei tarocchi come strumento divinatorio, si è sostituita una concezione della lettura delle carte volta ad aiutare il consultante a capire se stesso e il proprio "presente" per andare a rimuovere quegli ostacoli dentro di sè che lo bloccano nel raggiungimento del proprio benessere psico-fisico.
 
Per questo motivo il cartomante moderno professionista (gli imbroglioni, purtroppo, esisteranno sempre!), cioè certificato, è un mix tra un sacerdote, un mago e uno psicologo, una sorta di coach di assertività che può fornire il proprio servizio anche telefonicamente. Le combinazioni delle carte non predicono il futuro ma dispensano consigli di benessere, possibili vie da seguire date certe condizioni di partenza. Potremmo quasi dire che ognuno di noi, grazie ai consigli dei tarologi, può andare ad incidere sul proprio futuro.
 


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