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Consumi, trasformazione radicale a causa di Covid-19. Boom dell'ortofrutta

Le misure di contenimento per arginare i contagi hanno spinto le persone a cambiare il proprio stile di vita

Gli effetti negativi della pandemia sono sotto gli occhi di tutti, anche perché sono pesantissimi. Un crollo del PIL senza precedenti recenti, una raffica di chiusure e fallimenti, un incremento del ricorso alla CIG e circa un milione di posti di lavoro ancora a rischio. Roba che fa impallidire quei piccoli effetti positivi che pure la pandemia ha avuto. Ad esempio, un incremento dei consumi di frutta e verdura. Ciò che normalmente dovrebbe essere parte della nostra alimentazione, lo è diventato soprattutto a causa del virus.

Covid e consumi di ortofrutta

Le misure di contenimento che hanno costretto gli italiani a rimanere nelle proprie case, hanno cambiato lo stile di vita di quasi tutti. La stima è che un italiano su due ha cambiato i suoi consumi in questo periodo. Sono crollati quelli di abbigliamento (-38%) e arredamento (-35%), mentre sono aumentati di parecchio (si stima del 20%) quelli alimentari. Si sono mossi in linea con questo trend quelli del segmento dell'ortofrutta. Sia fresca che trasformata.

I motivi del cambio di stile di vita

Da una parte questo è dovuto all'impossibilità di consumare i pasti fuori casa, vista la pressoché totale chiusura del canale away from home e all’adozione dello smart-working. C'è poi anche il fattore "salutista" che ha incrementato questo genere di consumi, anche per via della convinzione che un'alimentazione più sana potesse aiutare a contrastare meglio il virus. La crescita è stata sostenuta soprattutto dalla frutta (+20,4% a valore) rispetto alla verdura (+13,4%).

Il controeffetto negativo sui prezzi

Tuttavia, c'è stato un effetto meno lusinghiero di questo incremento di consumi in ortofrutta. Il 69% dei responsabili acquisti delle famiglie ha percepito un discreto incremento dei prezzi. Non c'è da stupirsi, perchè qualunque tabella correlazione, ad un aumento della domanda corrisponde una spinta dei prezzi. Peraltro in questo caso l'effetto è amplificato dalla riduzione dell'offerta (canali dsitributivi bloccati o frenati).

Ci sono inoltre due aspetti interessanti, senza dubbio legati all'emergenza Covid. Anzitutto la riscoperta dei negozi di vicinato e i piccoli supermercati di prossimità. In sostanza, per evitare il rischio di contagio in caso di assembramenti, è stata data preferenza ai punti vendita prossimi alle abitazioni rispetto ai grossi centri di distribuzione (supermercati e ipermercati). In secondo luogo, anche se in misura blanda è stato scoperto anche il canale online per l'acquisto di questi prodotti. Una famiglia su 4 infatti ha acquistato ortofrutta tramite i siti web delle insegne della distribuzione organizzata, ma anche nei siti di produttori/mercati agricoli on line. Queste tendenze, embrionali prima del lockdown, potrebbero diventare abitudini consolidate nel post-lockdown.


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