Ambiente e Natura

Cortei e traffico, Roma si interroga

Roma caput mundi, città eterna capitale d'Italia ma anche, ovviamente, dei cortei e delle manifestazioni. Sede del governo e di tutte le maggiori istituzioni la città, dal dopo guerra fino ad oggi, è stata lo scenario preferito di scioperi, manifestazioni, cortei e quant'altro. Che siano motivi politici, religiosi, di rivendicazione di diritti civili Roma è abituata a questi lunghi torpedoni umani che attraversano la città. Delle volte festanti, oppure chiassosi e colorati ma anche pieni talvolta di rabbia e contestazione che possono sfociare anche in disordini che è accaduto, negli ultimi anni il calendario romano è diventato praticamente sold out nei fine settimana. Manifestare è uno dei diritti cardine della democrazia ma la grande frequenza, unita alla già caotica situazione di Roma già di suo, stanno arrecando diversi disagi.

Le proposte

I cittadini da tempo chiedono che venga trovata una soluzione, auspicando che si riesca a mediare tra il sacrosanto diritto di manifestare ed il non mandare ogni sabato la città in tilt per il traffico. Diverse autorità hanno proposto un giro di vite sulle manifestazioni ma la cosa naturalmente è stata bocciata da gran parte del mondo politico ed associativo che vedevano nella cosa la possibilità di una censura nel manifestare alla base. Allora si è proposto di mettere dei vincoli più selettivi per ottenere il permesso di fare un corteo allo scopo di non far svolgere così molte manifestazioni, considerate magari per il numero di partecipanti o per il motivo, evitabili diminuendone così il numero. Ma anche qui c'è stato un muro visto l'oggettiva difficoltà, ed anche dal punto di vista generale, di poter determinare quale sia una manifestazione che possa andare e quale no, si rischierebbe di creare figli e figliocci.

Il percorso

La proposta che alla fine ha avuto più aperture è stata quella di creare un percorso standard per le manifestazioni.  Solitamente la maggior parte dei cortei parte da Piazza della Repubblica per snodarsi poi verso via Cavour per arrivare così a Piazza Venezia e ai Fori Imperiali. Oppure sempre da Piazza Esedra andare verso Villa Borghese per scendere poi a Piazza del Popolo, tragitto questo molto usato ultimamente. Le problematiche arrivano per quanto riguarda la mobilità. Il luogo di partenza è centrale ma nevralgico per la città, con la presenza di tutti gli hotel stazione Termini, i monumenti e quartieri popolosi come l'Esquilino. Bloccare una zona vicino alla principale stazione e snodo delle due linee Metro, a ridosso anche del Centro Storico, fa si che il gran numero di autovetture che ogni giorno transitano nella zona vengono deviate nelle vie limitrofe, che naturalmente si congestione con un effetto domino fino al raccordo, provocando numerosi disagi. Sacro diritto al manifestare e vivibilità, va trovata una soluzione.


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