Economia e Lavoro

Costo della vita, ecco le città italiane con i rincari maggiori

La classifica dell'Unione Consumatori evidenzia come Bolzano sia la città più cara, ma anche quella dove si vive meglio

Come accade periodicamente, l'Unione Consumatori ha fotografato la situazione del costo della vita, basandosi sui dati ISTAT riguardanti l'inflazione, registrati nel 2018.

La classifica del costo della vita

La città dove in assoluto è salito maggiormente il costo della vita è Bolzano, dove i beni al consumo solo cresciuti dell'1,8%, che equivalgono ad un incremento di spesa media per famgilia di 632 euro. Il capoluogo del Trentino Alto-Adige diventa così la città più cara d'Italia, scavalcando al primo posto Reggio Emilia che ha lo stesso incremento percentuale di prezzi (1,8%) ma che si traducono in una spesa media aggiuntiva di 505 euro. Completa il poco invidiabile podio Forlì/Cesena (+1,7%, spesa di 477 euro).

Va peraltro sottolineato come proprio Bolzano si è da poco confermata in testa anche alla classifica della qualità della vita in Italia (seguita da Trento e Belluno). Praticamente si vive bene, ma si spende anche molto.

Emilia Romagna la regione più costosa

La cosa interessante è che nella TopTen delle città più colpite dal caro vita, ben 4 sono emiliano romagnole. In classifica infatti ci sono anche Ravenna e Bologna. Il rovescio della medaglia sono le città meno care, dove la palma della più economica spetta a Potenza, dove l’inflazione media dello 0,3% comporta solo un aggravio annuo di spesa 63 euro. Se restringiamo l'analisi ai capoluoghi, il più conveniente è Ancona (87 euro).

Tra le città più importanti, Roma si colloca solo verso metà classifica (43esimo posto). Infatti nella Capitale il costo della vita è cresciuto dell'1,1%, comportando così un esborso aggiuntivo per famiglia pari a 266 euro.

Va precisato che sebbene nel corso del 2018 l'inflazione media sia rimasta allo stesso livello del 2017, ovvero +1,2%, quando si tratta di convertire questa piccolo incremento in soldi reali, si comprende che per le famiglie si tratta di rincari che possono peggiorare, in molti casi anche pesantemente, la loro condizione, dato che gli stipendi e le pensioni non sono certo aumentati in misura proporzionale.

 


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