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Cremazione, l’opinione del Papa

Qual è l'opinione del papa, e della chiesa in generale, su questo delicato argomento?

Quello sulla cremazione dei defunti è sempre stato un dibattito aperto: inizialmente, infatti, la chiesa non accettava tale gesto. Oggi, quello che è il pensiero del Papa e della congregazione vaticana in generale è diverso. La cremazione a Roma, così come nel resto d’Italia, infatti, non è contraria alla fede, però la dispersione delle ceneri non è permessa.

Non bisogna disperdere le ceneri nell’aria

E ciò, come riporta l’istruzione dell’ex Santo Uffizio, al fine di evitare qualunque equivoco nichilista o panteista. La dispersione non è permessa nell’aria, ma nemmeno in acqua o in terra, così come non è permessa la conversione delle ceneri cremate in oggetti commemorativi vari, in quanto ciò non motiverebbe la scelta della cremazione che, se disposta per ragioni contrarie alla fede cristiana, si vedrebbe negate le esequie.

Le ceneri non devono essere tenute in casa

Se da un lato la cremazione è ormai accettata dalla chiesa, dall’altro le ceneri del defunto devono comunque essere conservate in un luogo sacro, ovvero in un cimitero. La conservazione in casa, infatti, non è prevista né consentita dalla chiesa.

In ogni caso, meglio la sepoltura

Secondo la tradizione cristiana, comunque, la chiesa cerca sempre di raccomandare che i defunti vengano seppelliti nei cimiteri o in altri luoghi sacri, perché l’inumazione è la forma più idonea per esprimere la propria fede e la speranza nella resurrezione della carne. Seppellendo i corpi dei suoi fedeli defunti, infatti, la Chiesa conferma la fede in questa speranza e vuole mettere in evidenza la dignità del corpo umano in quanto come parte integrante della persona.

È importante ribadire che, comunque, la cremazione di un cadavere, che si è ormai diffusa in tantissime nazioni, non è considerata di per sé come una negazione della fede cristiana ma la Chiesa preferisce sempre la sepoltura dei corpi.

 

L’accettazione della cremazione

L’accettazione da parte della Chiesa cattolica è arrivata solo nel 1963; prima di allora veniva nettamente condannata dalla stessa.

Nel periodo che va dal IV al XIX secolo, infatti, la cremazione dei cadaveri era prevista solo nei paesi cristiani che si trovavano in situazioni di grave emergenza, come quelli di epidemia o guerre, senza nessuna limitazione posta da problemi teologici. Verso la fine del XIX secolo, diventò una scelta funeraria propria della massoneria, che la sfruttò come simbolo della sua posizione anticattolica e, a maggior ragione, la Chiesa la censurò in maniera pesante.

 


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