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Festa del Lavoro

Tra Storia e Curiosità

La data dell'1 maggio come giorno celebrativo della festa del lavoro nasce per volontà della Seconda Internazionale, Congresso che si tenne a Parigi il 20 luglio 1889. Il giorno fu scelto come simbolo, memento dei cosìddetti "martiri di Chicago" cioè tutte quelle persone che persero la vita  l'1 maggio del 1866 a causa della ferocia repressiva dei Governi nel tentare di esautorare ogni moto pacifico o meno volto a far valere il diritto dei lavoratori a far rispettare il limite legale delle otto ore lavorative. Il congresso di Parigi decise che l'1 maggio del 1890 ci sarebbe stata una grande manifestazione per rendere effettivo quel diritto ed effettivamente accadde con gran successo, interpretata dalla categoria dei lavoratori come un giorno di festa, che da quel momento in poi si reiterò ogni anno, e decretata come la "Festa dei Lavoratori di tutti i Paesi".

Nel tempo, al diritto di far valere il limite legale di otto ore lavorative, si aggiunsero altre proteste, generate dalle reali condizioni di miseria dei lavoratori come i "moti per il pane" avvenuti nel 1898, le rivendicazioni per il suffragio universale dei primi del 900 e quindi contro la Libia e la guerra mondiale, tanto da far sorgere dubbi circa l'atmosfera da rendere in quel simbolico giorno, se effettivamente di festa oppure occasione di manifestazione delle lotte sociali, tanto da considerarle alla fine entrambe. Quello che va comunque sottolineato, nonostante l'ampliarsi degli orizzonti dell'1 maggio, è che quel diritto originario del limite delle otto ore legali fu definitivamente ottenuto nel 1919.

La ricorrenza continua ad essere omaggiata fino all'epoca fascista quando Mussolini ne impedisce categoricamente la celebrazione l'1 maggio, spostandola al 21 aprile già noto come "Natale di Roma". In questo modo ha privato questa data del suo significato strettamente simbolico che di riflesso porta la categoria dei lavoratori a dipingerla di sfumature sovversive, continuando a rievocarla l'1 maggio con forme di espressione circoscritte ad una forma di provocazione, come garofani rossi sui baveri, volantini o scritte sui muri, simbolo stavolta di opposizione al regime.
Dopo la Liberazione dal Regime del 1945, l'1 maggio torna alla ribalta nel 1947 con la Strage di Portella della Ginestra, con periodi travagliati fino al 1970 anno in cui i lavoratori nuovamente ritrovano unità solidale nella celebrazione a scopo di festa del'1 maggio.


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