Economia e Lavoro

Fondi sanitari integrativi, le assicurazioni fanno affari d'oro con la salute pubblica

La Sanità Pubblica fa acqua da tutte le parti, così sempre più persone si rivolgono ai colossi assicurativi

Cresce sempre di più il mercato dei fondi sanitari integrativi, che trovano terreno fertile nelle inefficienze del Sistema Sanitario Nazionale. In sostanza quello che i cittadini dovrebbero avere gratis dal momento che pagano i contributi, per ottenerlo in tempi ragionevoli e senza sottoporsi a eccessivi stress, devono invece pagarlo di tasca propria.

Il business dei fondi sanitari integrativi

Nell'ultimo anno il 44% della popolazione ha richiesto almeno una prestazione sanitaria a pagamento, senza neppure provare a ottenerla in modo gratuita dal SSN. Non ci hanno neppure provato. Questo evidenzia che c'è rassegnazione di fronte a questo meccanismo ingolfato che è la nostra sanità pubblica. Una situazione che l'intermediazione assicurativa ha sfruttato a proprio vantaggio, per invadere il mercato delle prestazioni sanitarie (a dirla tutta, con pacchetti di prestazioni talvolta superflue). E lo ha fatto anche con l'aiuto ulteriore dello Stato, tramite le agevolazioni fiscali. I fondi sanitari integrativi sono ormai a tutti gli effetti il secondo pilastro del diritto alla salute.

In realtà però si tratta di un diritto non alla portata di tutti. I fondi sanitari integrativi coinvolgono al momento 14 milioni di persone, ed è palese che sono i soggetti con maggiori difficoltà economiche ad essere tagliati del tutto fuori da questo secondo canale di assistenza sanitaria. L'ultimo rapporto di Ania evidenzia che nel 2018 il settore è arrivato a valere 2,9 miliardi di euro, il 45% in più rispetto ai 2 miliardi di premi raccolti nel 2013. Compensando i gruppi assicurativi del progressivo calo dei ricavi da polizze Rc Auto.

Soluzioni possibili?

Chiaramente se il problema è sotto gli occhi di tutti, le soluzioni proposte dipendono dal punto di vista di chi le offre. Per le compagnie che gestiscono i fondi sanitari, lo Stato dovrebbe agevolare la sottoscrizione dei piani di sanità integrativa, creando un "welfare di cittadinanza". In sostanza, visto che il SSN non riesce a rispondere alle esigenze di una popolazione che invecchia, si propongono di affiancarlo. In pratica chiedono allo Stato di aiutarle nel loro business.

Un orrore solo pensarlo, secondo i sostenitori della sanità pubblica e gratuita, che vorrebbero imporre un ordine limite alle prestazioni intergrative erogabili. In mezzo c'è il cittadino, alle prese con una sanità che effettivamente fa acqua da tutte le parti ed è il regno del malaffare e dello sperpero.


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