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I saturimetri e il loro impiego in ambito sanitario

Strumenti indispensabili per misurare la saturazione in ossigeno

Senza ossigeno non possiamo sopravvivere, né noi né la maggior parte delle altre forme vita, e questo è un fatto assodato. Quello che è uno dei gesti più semplici e naturali che esistono, ovvero il respirare, permette all’ossigeno di arrivare a ogni cellula del corpo ma non sempre il tutto si svolge in modo ottimale.


In alcuni casi, ad esempio in presenza di disturbi o patologie dell’apparato respiratorio (es. broncopneumopatia ostruttiva cronica, insufficienza respiratoria…) gli scambi gassosi che avvengono nei polmoni risultano insufficienti rispetto ai fabbisogni dell’organismo. E così quello che è un meccanismo in teoria “perfetto” in realtà può essere intaccato nella sua efficienza da problemi che compromettono non solo la salute e il benessere di una persona, ma nei casi più gravi anche la sua sopravvivenza.


È perciò indispensabile monitorare, nei soggetti più a rischio, l’effettiva quantità di ossigeno nel sangue e per farlo si ricorre ai saturimetri, strumenti di facile impiego che misurano in modo non invasivo, indolore e rapidissimo le quantità di emoglobina legata all’ossigeno rispetto all’emoglobina totale presente nel sangue – ottenendo perciò il dato relativo alla saturazione, espresso in percentuale.


I saturimetri sono decisamente utili anche nelle emergenze e nei pronti soccorso, dal momento che il dato della saturazione aiuta a comprendere le condizioni in cui versa un paziente e a compiere le scelte più idonee per aiutarlo, ad esempio durante il triage. Il campo di utilizzo di questi dispositivi elettromedicali è dunque molto ampio, se si considerano anche gli usi ospedalieri e domestici.

 


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