Ambiente e Natura

Il migliore amico dell’uomo: la storia di Hachiko insegna

Tutti (o quasi) abbiamo visto il film “Hachiko”, con protagonista Richard Gere, e tratto da una storia vera: quella di un cane di razza Akita, divenuto famoso in Giappone per via della sua fedeltà nei confronti del padrone.

Hachiko era stato trovato per strada quando era ancora un cucciolo da quello che poi sarebbe diventato il suo padrone e tra i due si instaurarono subito una complicità e un’alchimia uniche, a tal punto che il cane accompagnava il padrone alla stazione tutti i giorni e la sera, puntualmente, vi ritornava per aspettare il suo rientro.

La cosa si protrasse per un anno intero. Un giorno però, a causa di un infarto, il suo padrone morì; Hachiko lo aveva accompagnato come tutte le mattine alla stazione, ma la sera non lo vide più tornare. Questo non gli impedì di continuare a recarsi alla stazione ogni giorno per circa dieci anni: nonostante diversi (e vani) tentativi di affidare il cane ad altre persone, infatti, Hachiko scappava puntualmente verso la stazione per andare incontro al suo padrone, nella speranza di vederlo davvero tornare da lui.

Ormai, la gente della zona e i pendolari lo conoscevano e nessuno gli negava mai una carezza o un po’ di cibo. All’età di tredici anni Hachiko morì a causa di un tumore ai polmoni che aveva danneggiato anche il suo cuore. Alla stazione di Shibuya, nello stesso punto dove si appostava per aspettare il suo padrone, fu eretta una statua di bronzo in suo onore.

Ecco, il consiglio è quello di cercare di non guardare questo film da soli, perché se siete delle persone sensibili, vi struggerete. A maggior ragione se avete un cane.
Scherzi a parte, questo film tocca davvero il cuore e tutti dovrebbero vederlo: è la dimostrazione lampante di quanto grande e smisurato possa essere l’amore di un cane. Chi ne ha uno, lo sa.

È leale, affettuoso, non serba rancore, ama incondizionatamente e sarà fedele al suo padrone per tutta la vita. Non importa quanto lo si possa rimproverare, lui vi amerà comunque e lo sapete. Pensate, quindi, cosa potrebbe significare perderlo. Cosa accadrebbe se il vostro cane scappasse da casa? Il vuoto sarebbe incolmabile e troppo spesso capita di vedere per le città volantini su cani smarriti nella speranza di ritrovarli.

E che dire della tristezza che ci attanaglia al solo pensiero del giorno in cui lui non ci sarà più? Ecco, allora, che i ruoli si invertono e Hachiko siamo noi. Le persone non sono in grado di amare quanto un cane, ma averne uno, sicuramente, ci rende un po’ più simili a loro. Un po’ migliori, forse.


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