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Il paradiso fiscale Olanda

"Tax Battles", ora anche in Europa

LA così detta tax battles, ovvero la battaglia delle tasse è ormai giunta anche da noi, in Europa.

E tra gli stati che maggiormente si sono voluti esporre ed immergere in questa lotta alla tassazione ecco spuntare in testa a tutti proprio l'Olanda. Uno dei paesi nordici che assieme al Belgio predica duramente ed aspramente contro il regime a lor dire "lassista" dei paesi mediterranei per quanto riguarda i conti pubblici, certamente fautore e sostenitore del concetto applicato di austerity, l'Olanda si rivela, au contraire, un vero e proprio paradiso per quanto riguarda il regime di imposta. Il paradiso fiscale Olanda si affianca a livello mondiale agli ormai noti paradisi delle isole Cayman, oppure di Bermuda, i quali occupano rispettivamente il secondo ed il primo posto nella classifica dei paradisi fiscali secondo la ricerca dell'istituto Oxfam. Sul terzo gradino del podio, per l'appunto, sale proprio la nostra Olanda. Questi paradisi rappresentano un porto sicuro, un giardino di salvezza per quanto concerne i livelli di tassazione degli utili d'impresa, garantendo un regime di imposta notevolmente più vantaggioso. Per questo motivo molte multinazionali investono e spostano i loro danari all'interno di questi aurei cancelli, come, per l'appunto quelli della nostra Olanda.

Paradiso fiscale Olanda: il regime fiscale societario più aggressivo d'Europa.

L'Olanda rappresenta a livello europeo il paradiso fiscale più aggressivo del vecchio continente. La Oxfam, infatti, ha analizzato l'imposta sul reddito applicata alle multinazionali. Questo valore si attesta sul 25%, già di per sè molto vantaggioso, al quale vengono cumulati altri accorgimenti ed incentivi fiscali tra i più concorrenziali al mondo, grazie ai quali molte della multinazionali operanti in altri regimi fiscali decidono di traferire i propri profitti eludendo così il pagamento di tasse altrove. L'ossimorica condotta del paradiso fiscale Olanda con il suo regime agevolato stona alquanto rispetto a quanto predicato dallo stesso governo olandese. Per fare un esempio. Questo tipo di paradisi fiscali non sono come si pensa una manna dal cielo per le imprese, come se si offrisse loro la possibilità di pagare di meno rispetto a quello che è il loro profitto. La realtà è ben più cruda. Come sappiamo l'Olanda è temporaneamente alla presidenza dell'UE, ed il suo governo per bocca del suo ministro delle Finanze non ha mancato di ricordare che paesi quali la Grecia dovrebbero riformare al più presto il proprio regime fiscale allineandosi con i dettami europei. Ciò che però va omettendo il ministro olandese è che realtà come quella della Gold Eldorado, compagnia mineraria canadese, non paga le tasse in Grecia grazie proprio all'egida fiscale olandese: e questo rappresenta una perdita di "guadagno" notevole per lo stato ellenico.

L'Olanda come transito fiscale verso centri offshore

Il paradiso fiscale Olanda rappresenta un transito ben pensato e ben realizzato verso centri offshore grazie al fatto che l'imposta è praticamente pari a zero su quelli che sono i flussi di denaro che "attraversano" la giurisdizione fiscale oladense. L'esempio lampante è offerto dagli attivi immateriali legati a royalty o brevetti o proprietà intellettuali etc... In questo caso il paese di origine impone una sorta di "trattenuta" nei casi in cui vengano spostati i profitti legati ai suddetti attivi immateriali. Questa trattenuta può arrivare anche al 33%. ed è qui che entra in gioco il meccanismo Olandese. L'Olanda, grazie a numerossimi accordi stilati direttamente dal ministero delle finanze, consente il passaggio di denaro verso centri offshore o altri paradisi fiscali come i Caraibi senza ritenute di imposta. Da questo meccanismo nascono i fenomeni come quelli delle letterbox company, ovvero quelle società domiciliate nel paese e che esistono solo come caselle postali, senza nessun ufficio fisico o sede reale.


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