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Investitori in fuga, la colpa è del Covid-19 che ha innescato un mix esplosivo

La pandemia dichiarata ormai ufficialmente dall'OMS è alla base di diversi fattori di criticità per il mercato

Speculazione o no, ci sono pochi dubbi che i mercati siano alle prese con diversi fattori di stress che stanno interagendo, facendo precipitare la situazione. Usando una metafora marittima, gli investitori parlano di "tempesta perfetta". E non c'è settore che non sia coinvolto: valutario, azionario, obbligazionario. Tantissime spine, poche rose.

I fattori che scatenano la fuga degli investitori

Sullo sfondo di tutto c'è il Covid-19, perché è chiaro che la pandemia sia il fattore principale da cui - a cascata - sono venuti giù tutti gli altri. Gli investitori leggono quotidianamente quello che è sempre più un bollettino di guerra. Soltanto in Italia i contagi sono stati più di 10mila. E siccome siamo il primo paese occidentale nel quale si è diffuso largamente il contagio, si teme che tutti gli altri seguiranno la stessa sorte. La pandemia più recente risale a 12 anni fa, quandos coppiò il virus H1N1 (100.000 e i 400.000 decessi a livello globale nel solo primo anno).

Meno consumi, meno petrolio

Il panico da Covid-19 ha innescato altri fattori di fuga per gli investitori. Fattori concatenati tra loro, con un impatto complessivo che quindi risulta aumentato. Il calo del petrolio ad esempio, per via della diminuzione dell'attività economica globale. Si sperava che l'OPEC potesse intervenire, ma la Russia si è messa di traverso, facendo così scoppiare una guerra dei prezzi che va nella direzione esattamente opposta a quella sperata. Infatti anzoché esserci un taglio di 1,5 milioni di barili al giorno, la produzione mondiale salirà di altrettanto. Il danno così è stato amplificato.

Il crollo dell'azionario

Un altro fattore di criticità è il mercato azionario. Fino a poche settimane fa volava ed era in piena euforia. Sono bastati pochi giorni per rovesciare in modo clamoroso il quadro. Da un mercato che viaggiava aggiornando di continuo i suoi record, si è passati a un mercato che fissa nuovi primati negativi storici (emblematico il crollo del 17% in un giorno di Piazza Affari). Speculazione? Anche sì, ma non si può pensare che sia solo colpa della piattaforme per scalping se i prezzi ballano in modo così isterico.

Questi fattori di stress, che si sommano ai consumi in calo, al rischio ora più che mai presente di default sovrani e privati, sono il mix esplosivo che ha innescato la tempesa perfetta sui mercati, spingendo gli investitori verso la fuga. Almeno di quelli che possono permetterselo, perché coloro che vi erano già invischiati prima che tutto questo accadesse, tremano al pensiero di quanto si sono ridotti i loro risparmi.


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