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Kayak: come scegliere la tipologia giusta

Praticare uno sport, è noto, è salutare ed è anche divertente se vi è la possibilità di praticarlo all’aria aperta. Uno degli sport, a torto, considerato minore, ma che richiede molta preparazione fisica, tecnica e senso dell’equilibrio è il kayaking che si pratica tutto l’anno, ma le condizioni ottimali si trovano in primavera ed estate. L’attrezzatura per praticare questo sport non è tanta, ma è decisamente ingombrante e richiede un minimo di manutenzione, ma non è affatto un problema il noleggio del kayak, l’importante è conoscere le diverse tipologie per scegliere quello più adatto alla propria conformazione fisica e alla propria preparazione.

Quali sono i tipi di kayak?

La prima cosa da distinguere è la differenza tra canoa e kayak. La canoa si conduce in ginocchio e la pagaia ha una sola pala con cui remare su un solo lato alternativamente. Esistono diversi modelli di pagaia. Il kayak, invece, si differenzia dalla canoa per l’uso di una pagaia a doppia pala con la quale si manovra l’imbarcazione su entrambi i lati e la posizione è seduta. Il kayak, inoltre, è più lungo della canoa: 2 metri per quello impiegato su acque schiumose e torrenziali e 5 metri, il kayak standard.

Relativamente al kayak bisogna fare un’ulteriore distinzione in tre gruppi:

  • Kayak a uso ricreativo: noti anche con il nome di kayak da turismo o all round. Sono ideali per le pagaiate su acque placide come laghi e fiumi. Sono larghi e corti (tra 2 e 4 metri), maneggevoli nel curvare e confortevoli perché raggiungono il giusto compromesso tra stabilità, manovrabilità e direzionalità, validi anche per i principianti.

  • Touring kayak: si usano per le lunghe distanze o per affrontare tratti di mare. Sono lunghi e capienti (tra 4,90 e 5,80 metri), hanno lo spazio per portare tutto il necessario per viaggi di più giorni (tende, sacchi a pelo, viveri). Sono meno agili in manovra, ma più stabili.

  • Kayak per le acque bianche: l’espressione indicai corsi d’acqua tumultuosi e le la rapide. Sono imbarcazioni corte (non superiori ai 2 metri), poco stabili, un po’ indomabili, ma agili in manovra. Il fondo è piatto o poco arrotondato con una forma a banana per affrontare meglio le rapide. Questa tipologia di kayak è indicata per chi ha già esperienza con queste imbarcazioni e ama le attività adrenaliniche.

Come scegliere il kayak?

Acquistare o noleggiare un kayak presuppone una serie di valutazioni. Esiste la possibilità di noleggiare online attraverso siti specializzati come Paddlelab, si risparmia qualcosa, ma il prezzo non è l’unica discriminante da considerare; molto dipende dall’uso che se ne vuole fare, dalle possibilità di trasporto, dalla durata.

Per scegliere il kayak, la lunghezza è una delle prime cose da considerare. I kayak più lunghi sono quelli più stabili e con i quali si fatica di meno, sono veloci e filanti, ideali per le gite fuori porta, ma non molto pratici da trasportare. I kayak corti sono più facili da trasportare anche con automobili di medie dimensioni, ma sono più “nervosi” nelle manovre in acqua, perché sono meno stabili e presuppongono una solida preparazione di base. A parità di materiali, i kayak corti costano di meno.

Altro elemento da considerare è la larghezza: quanto più è largo, tanto più è stabile, ma anche più faticoso da pagaiare. Un kayak stabile ha il fondo quasi piatto con angoli ben pronunciati tra il fondo e i lati. La forma a “V”, invece, esalta l’agilità a scapito della stabilità, è più veloce, taglia l’acqua, ma non è ideale per galleggiare placidamente sull’acqua, almeno ché non si abbia un grande equilibrio o si sappia come riemergere se l’imbarcazione si inclina o capovolge in acqua.

Per capire il grado di stabilità di un kayak bisogna osservare il rocker (la punta): se è pronunciata e arcuata (come una banana) il kayak è in grado di affrontare bene le onde e le rapide fendendole, se il rocker è poco pronunciato, il kayak resiste meglio alle turbolenze, ma è più pesante e gira con minor facilità.


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