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L'authority europea ESMA boccia l'Italia: da noi gli investimenti sono troppo costosi

L'organismo UE che vigila sui mercati e sulla sicurezza finanziaria evidenzia le lacune dell'Italia

Per la prima volta l'autorità Europea per la sciurezza e i mercati (ESMA) ha sviluppato un rapporto che fotografa la situazione degli investimenti retali del Vecchio Continente, destinati alla clientela individuale. Questa sorta di check-up è arrivato a una bocciatura pesante dell'Italia, che risulta molto indietro rispetto ad altri paesi UE.

L'indagine ESMA sui prodotti finanziari

I risultati di questa indagine - voluta dalla Commissione Europea di Bruxelles - sono contenuti nel “Annual Statistical Report – Performance and costs of retail investment products in the EU”. Ad ogni paese viene dedicato più di un capitolo che illustra la situazione relativa a costi e performance dei prodotti di investimento. L'ESMA ha analizzato il quadro finanziario dei fondi e l'attività dei broker regolamentati Consob, nonché sfruttato i dati della Banca d’Italia.

Costi alti e poca redditività

Da questi dati, emerge che il nostro paese (assieme al Portogallo) è quello dove i costi di gestione su base triennale sono i più elevati. Dall'altro lato della classifica ci sono Regno Unito, Lussemburgo, Olanda e Romania, che vantano i costi di gestione più bassi. Sempre riguardo all'Italia, viene evidenziato che circa il 70% dei costi è dovuto alla remunerazione dei dispendiosi canali distributivi. Peraltro l'autorità europea ha sottolineato con quanta difficoltà sia riuscita a ricostruire questi costi, visto che molti dati come i costi di distribuzione, quelli di transazione e parte delle commissioni di performance sono stati difficilmente reperibili.

Le cose non vanno certo meglio dal lato della redditività. Nell'ultimo l’Esma (sulla base di dati Consob), ha sottolineato il progressivo declino della redditività dei fondi italiani, che sono passati da una remunerazione media del 9,2% del 2012 al 2,9% riscontrato nel 2016.

La sfida del futuro

L’immagine dell’Italia quindi non esce affatto bene dal quadro dipinto dall’authority europea di sorveglianza dei mercati finanziari. I prodotti finanziari hanno in media un prezzo più alto ma i loro costi sono così elevati da pregiudicare le performance finali. Ridurre l'’onerosità e la rigidità dei canali tradizionali rappresenta la grande sfida per restare al passo con i concorrenti.


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