Edilizia e Costruzioni

L’importanza della progettazione e del montaggio del magazzino

Nelle moderne strutture di magazzino, non basta una progettazione attenta ed approfondita secondo i parametri tecnici delle norme di progettazione del settore. Occorre infatti tenere conto di un aspetto meno considerato ma altrettanto fondamentale: la corretta esecuzione del montaggio delle strutture. In questo ambito le regolamentazioni di riferimento si sono evolute e nel 2009 è stata pubblicata la nuova normativa europea UNI EN 15620, dal titolo “Sistemi di stoccaggio statici di acciaio - Scaffalature Portapallet - Tolleranze, deformazioni, interspazi”.

Questa norma, che subentra alla precedente linea guida, dà maggior risalto alle tolleranze sulle pavimentazioni che ospitano le strutture, catalogando in 4 classi (da 100 a 400) le varie tipologie di scaffalatura portapallet.

Le tolleranze di montaggio più “semplici” sono quelle legate alle strutture di classe 400, dove troviamo le classiche scaffalature portapallet. Nella classe 300 sono invece comprese le strutture portapallet servite da carrelli trilaterali, mentre a 200 e 100 troviamo le strutture servite da trasloelevatori.

Come è facile immaginare, le tolleranze di montaggio sono ovviamente più restrittive quando ci si avvicina alla struttura servita da trasloelevatore automatico, che necessita di una geometria assolutamente precisa, con tolleranze di verticalità, di allineamento e di flessione ridottissime. Da questi dati, si capisce quindi molto bene come un corretto e preciso montaggio sia fondamentale per soddisfare in pieno le esigenze molto ristrette imposte dalla presenza di sistemi automatici.

Passando invece ad analizzare le problematiche relative alle strutture autoportanti a grande altezza (che sono soggette al carico di neve e vento, oltre al sisma) le dinamiche di progettazione e montaggio arrivano ad assumere un ulteriore e massima rilevanza. È quindi di basilare importanza la precisa esecuzione del montaggio, soprattutto alla luce di un impiego della struttura in 3 situazioni classiche: nel tempo, utilizzata quasi sempre al limite delle sue capacità e con sollecitazioni affatto trascurabili.


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