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L'infausta situazione della sicurezza nei posti di lavoro in Italia

La sicurezza sul lavoro continua ad essere uno dei temi drammatici che la cronaca porta in evidenza quasi ogni giorno: risale appena a ieri pomeriggio l’ultimo incidente sul lavoro, occorso ad un 38enne di Torre Annunziata (NA), arrivato all'ospedale Umberto I e trasferito al Pellegrini per via della gravità della situazione, dal momento che presentava una recisione netta di entrambe le mani, all’altezza dei polsi, avvenuta in un opificio tra Scafati e Boscoreale.

Ogni anno circa il 6% dei lavoratori italiani subisce un incidente sul lavoro: questo si traduce in quasi un milione di incidenti di diversa natura e gravità, e in una media di quasi tre persone che ogni giorno perdono la vita per fattori legati alla propria attività lavorativa (a questi numeri bisogna poi aggiungere le malattie professionali, i cui effetti si manifestano dopo anni dall’inizio del rapporto di lavoro).

Le conseguenza di un infortunio sul lavoro possono essere:

  • Temporanee: che comportano un’inabilità temporanea superiore a tre giorni senza però determinare postumi permanenti (circa 600 mila l’anno secondo i dati)
  • Permanenti: che determinano postumi permanenti superiori al 5% (oltre 27 mila)
  • Mortali (più di 1200 risultati infausti).

I dati mostrano che il rischio più elevato è riferito al settore agricolo (49,4) seguito a notevole distanza dall’industria (36,0) mentre l’indice inferiore è relativo ai servizi (18,5).

Sempre nell’ambito dell’attività agricola, ma in relazione al sesso, risulta che sul totale degli infortuni solo un incidente su quattro riguarda le donne.

Attraverso l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro, l’ordinamento italiano tutela i lavoratori in tutti e tre i casi.

Tuttavia, il danno, per essere indennizzabile, deve essere in rapporto di causa-effetto con l'attività lavorativa (indipendentemente dalla regolarità del rapporto), mentre sono esclusi gli infortuni che conseguono a un comportamento estraneo al lavoro, e quelli occorsi da più di tre anni e centocinquanta giorni dal giorno della denuncia del fatto.

Dal giorno successivo all’infortunio sino a quello della morte, che può avvenire anche a distanza di tempo, spetta ai superstiti, il coniuge e i figli, e gli ascendenti e i collaterali, una rendita: al coniuge il 50% fino alla morte o a nuovo matrimonio; a ciascuno dei figli legittimi, naturali o riconosciuti o riconoscibili, o adottivi il 20%, mentre il 40% spetta a ciascun figlio orfano di entrambi i genitori.  

Per far valere i propri diritti di lavoratore sia avverso all’azienda che eventualmente all’INAIL, è necessario essere informati e non ‘è informazione senza formazione!

Anche in questo caso si tratta di un dovere della ditta e di un diritto del lavoratore quello di godere di processi formativi che per essere efficaci debbono essere gestiti da agenzie serie, che possano vantare una lunga esperienza nel settore.

Come SAMA Srl consulenti in ambito sicurezza sul lavoro, che allestisce corsi per Preposti, per Addetti alle Emergenze e al Primo Soccorso, per RSPP, per la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi, e molto altro, per aziende che operano nelle costruzioni, nell’industria, nel terziario e nelle Pubbliche Amministrazioni. Per tutte le info potete visionare il loro sito di riferimento http://www.samasafety.it/.


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