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La protesi dell’anca con tecnica mininvasiva

Quando impiantare una protesi dell’anca

Che cos’è la protesi d’anca?

 

La protesi dell’anca è uno degli interventi chirurgici più eseguiti in tutto il mondo. Si stima che in Italia ogni anno vengano eseguite circa 200.000 protesi articolari, di cui circa la metà sono protesi dell’anca. L’intervento di protesi dell’anca consiste nella sostituzione della testa del femore e dell’acetabolo e nell’impianto di due componenti in lega di titanio: lo stelo femorale, che viene infisso nel canale femorale del paziente, ed una coppa acetabolare che viene posizionata nell’acetabolo. Esistono 3 tipi di protesi dell’anca: la protesi totale, o artroprotesi, in cui si sostituisce sia il femore che l’acetabolo; la protesi parziale, o endoprotesi, in cui si sostituisce solo la testa del femore (generalmente quando si verifica una frattura del collo del femore in un paziente anziano); la protesi di rivestimento, in cui si sostituisce si il femore che l’acetabolo ma si risparmia il collo del femore (si tratta di un intervento chirurgico riservato a casi selezionati, cioè pazienti giovani e sportivi con artrosi avanzata). 

La protesi dell’anca può essere cementata o non cementata: la scelta dipende dalle caratteristiche del paziente e dalla qualità del suo osso. Generalmente in pazienti anziani e con osteoporosi si preferisce eseguire delle protesi cementate, che hanno il vantaggio di fissare immediatamente la protesi all’osso e consentire un carico precoce e completo. Lo svantaggio è che sono poco biologiche perché si usa un materiale artificiale per la fissazione. Le protesi non cementate invece, sono considerate biologiche in quanto rivestite di un materiale che consente l’osteointegrazione da parte del paziente, il cui osso avvolge e penetra all’interno dei fori della superficie protesica. Il vantaggio è che sono biologiche, lo svantaggio è che se devono essere rimosse per un problema di qualsiasi tipo, la loro asportazione è molto difficile, soprattutto se ben integrate.  

 

 

La scelta dei materiali nella protesi dell’anca

 

Nella protesi dell’anca è necessario, come in tutte le protesi, interporre dei materiali per favorire lo scorrimento delle componenti protesiche e ridurre l’attrito. Pertanto si utilizzano due ulteriori componenti: la testa femorale e l’inserto acetabolare, che hanno lo scopo di consentire il movimento della protesi nei piani dello spazio riducendo al minimo l’attrito.

Esistono diversi materiali che possono essere utilizzati per l’accoppiamento tra il femore e l’acetabolo e la loro scelta dipende da vari fattori, tra cui il più importante è l’età del paziente. Tali materiali infatti non hanno le stesse caratteristiche di resistenza e durata, pertanto nei pazienti giovani (che hanno maggiori probabilità di subire una revisione dell’impianto per usura delle componenti) si preferisce utilizzare la ceramica (che presenta maggior durata e minor resistenza rispetto al metallo o alla plastica), sia per la testa che per l’inserto acetabolare; invece per i pazienti meno giovani l’accoppiamento più utilizzato oggi è quello ceramica-polietilene, dove la ceramica è la testa ed il polietilene è l’inserto acetabolare (il polietilene invece è meno duraturo ma più resistente rispetto alla ceramica).

 

 

Quando impiantare una protesi dell’anca?

 

La protesi dell’anca si impianta principalmente per 3 patologie: l’artrosi, in cui si usura la cartilagine che riveste il femore e l’acetabolo; l’artrite reumatoide, malattia infiammatoria autoimmune in cui è lo stesso organismo che autodistrugge i propri tessuti; la frattura del collo del femore, frequente nei pazienti anziani ed in particolare nelle donne sopra i 75 anni affette da osteoporosi. 

Esistono poi delle cause minori, come: l’osteonecrosi della testa del femore; la displasia congenita dell’anca; il conflitto femoro-acetabolare; l’artrite settica; la malattia di Paget; i tumori dell’osso.

 

 

Che tipo di protesi d’anca impiantare?

 

Tutte le protesi dell’anca sono costituite in titanio, o meglio leghe di diversi metalli tra cui il titanio è il maggior componente. Al contrario della protesi di ginocchio, in cui è presente il Nichel, qui non abbiamo tale elemento e pertanto non esiste il problema delle allergie ai metalli. Quindi tutte le protesi d’anca sono costituite da leghe di titanio; ciò che cambia è la scelta dei materiali per l’accoppiamento. Esistono poi diverse tipologie di protesi, che consentono di riprodurre fedelmente la geometria di quel determinato paziente. Infatti non tutte le anche hanno la stessa forma, ed ogni paziente ha la sua anatomia e geometria: se vogliamo fare un confronto con le ginocchia, esistono quelle vare, cioè ricurve all’interno, e quelle valghe, cioè ad X. Anche le anche possono avere diverse forme e lo scopo di ogni protesi d’anca è cercare di riprodurre il più possibile tale geometria. 

A questo scopo esistono diversi metodi, sia per scegliere il tipo di protesi che le sue dimensioni. Sicuramente il computer è uno dei metodi più evolutivi e precisi. Esiste un software di nome Osirix, che consente di calcolare la geometria dell’anca sulla base della radiografia del paziente, e grazie ad un repere metallico noto è in grado di dirci se la protesi scelta riproduce l’anatomia e geometria, la lunghezza finale degli arti inferiori e le taglie della protesi. 

 

 

 

A cura del Dr. Alessio Biazzo, specialista in protesi del ginocchio e dell’anca con tecnica mininvasiva

 

 


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