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Lista dei paradisi fiscali meno rischiosi

I paradisi fiscali sono tutti quegli Stati che hanno deciso di adottare un regime di imposizione fiscale più basso o addirittura assente rispetto ad altri paesi. In questo modo attirano una grande quantità di capitale estero assicurando in cambio una tassazione parecchio ridotta.

 

Perché si sceglie un paradiso fiscale

Oltre ad avere una bassa imposizione fiscale, la convenienza di stabilire la propria azienda in uno dei cosiddetti paradisi fiscali è quella di godere del segreto bancario che con le sue rigidissime regole permette di compiere transazioni ""sicure e non rintracciabili"". Non soltanto le multinazionali sono attratte dall'idea di pagare meno tasse, essere meno controllate e sfruttare il segreto bancario, ma i paradisi fiscali fanno gola anche ad organizzazioni con fini meno nobili. Inoltre è un modo per proteggere il patrimonio personale e avere una semplificazione burocratica. I Caraibi, il Guatemala, la Polinesia, Taiwan, Gibuti, Liberia, le Seychelles e le Maldive sono i paradisi fiscali più conosciuti e che non hanno preso alcun accordo con lo stato italiano per uscire dalla white list. I meno rischiosi sono sicuramente quelli che hanno una tassazione speciale. Qui di seguito vedremo le differenti tipologie di imposte.

 

Categorie e reddito interno

Ci sono diversi tipi di ""ripari fiscali"", in base al grado di tassazione e al regime adottato;
infatti alcuni rientrano nella categoria dei pure tax haven, ovvero tutti i paesi in cui lo Stato non applica alcuna imposta sulla ricchezza, sulle donazioni o sul reddito, includendo uno strettissimo segreto bancario quindi evitando qualsiasi tipo di scambio di informazioni con altri stati. Le isole Bermuda o le Bahamas sono dei chari esempi.
Un'altra tipologia è quella dei paesi con no taxation on foreign income che esclude la tassazione di ogni tipo di reddito esterno, tassando invece quello prodotto internamente, sia da persone fisiche che da persone giuridiche. Panama fa parte di questo tipo di paradiso che risulta appunto esente dall'imposizione di tassazione per redditi esteri.
Le British Virgin Islands invece rientrano tra i Paesi con low taxation, in cui lo Stato applica sul reddito una tassazione moderata, senza fare distinzioni sul luogo di produzione di quest'ultimo. Infine gli Stati che applicano speciali tassazioni, per esempio il Liechtenstein o tutti quei paesi che applicano un regime fiscale simile ai quelli ""normali"", ma permettono di costituire delle società particolarmente flessibili.

 

Nuove riforme e adesioni

Nel 2014 ben 52 Paesi hanno accettato di aderire allo scambio di informazioni finanziarie tra i rispettivi governi e questo ha spinto centinaia di ""residenti"" nei paradisi fiscali alla voluntary disclosure, rivelando capitali nascosti ed evitando pesanti multe. Ma naturalmente non tutti sono disposti a dichiarare di avere società all'estero quindi il rifugio in paradisi fiscali più sicuri diventa d'obbligo. Paesi come la Svizzera, le isole Cayman, Gibilterra, le Filippine e l'India hanno aderito alla proposta di abolire il segreto bancario mietendo tantissime vittime. Ciò che appare sicuro è che la lista dei paesi che sceglieranno di collaborare in futuro è destinata ad allungarsi di molto.


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