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Miele, zucchero e gli altri dolcificanti

Quanti tipi di “zucchero” esistono? L’industria alimentare è andata ben oltre la semplice classificazione tra zucchero raffinato e zucchero di canna; nel panorama alimentare attuale la quantità di zuccheri è enorme: saccarosio, fruttosio, dolcificanti di ogni tipo, stevia, miele e una quantità di altri simili. Per addolcire un cappuccino ci si trova dinanzi a una varietà di “dilemmi” persino nutrizionali tra cui barcamenarsi. I dolcificanti, poi, si vendono ovunque nei supermercati e persino online in concorrenza con la vendita di miele online, su cui però è bene fare attenzione e selezionare accuratamente solo rivenditori di autentico e buon miele artigianale come Rifugio Delizia. Ma quali sono le differenze – anche nutrizionali – tra il miele, lo zucchero e gli altri prodotti dolcificanti?

Differenze tra gli zuccheri

Lo zucchero di barbabietola – ovvero il classico zucchero bianco – e lo zucchero di canna dal colore ambrato non hanno alcuna differenza nutrizionale in quanto sono entrambi composti di saccarosio ossia un dolcificante naturale composto a sua volta da glucosio e fruttosio. Entrambe le tipologie forniscono 20 calorie per 5 gr, vale a dire lo stesso valore energetico. In questo caso, dunque la scelta tra zucchero bianco o zucchero di canna è solo una questione di gusti.

In genere tutti gli zuccheri semplici apportano 4 kcal per grammo di sostanza.

Il saccarosio presente nello zucchero bianco o di canna fornisce le stesse calorie del fruttosio che, invece ed erroneamente, viene considerato meno calorico e più adatto nelle diete. Si tratta di un falso mito, un equivoco probabilmente generato dal fatto che il potere dolcificante del fruttosio è maggiore rispetto a quello del saccarosio, per cui la percezione di dolcezza che si prova sul palato induce – come unico vantaggio – quello di utilizzarne di meno e, solo in questo caso, ridurre le calorie. Tuttavia, il fruttosio viene metabolizzato diversamente dal saccarosio/glucosio: mentre quest’ultimo stimola la secrezione di insulina, il fruttosio in piccole quantità non induce il rilascio di questo ormone; se da una parte è consigliato a chi soffre di diabete per non rinunciare al sapore dolce delle bevande o delle pietanze, dall’altra parte il fruttosio viene metabolizzato nel fegato che a sua volta lo converte in glucosio con gravi conseguenze proprio per i diabetici. Studi recenti hanno dimostrato che il fruttosio potrebbe svolgere un ruolo negativo sui trigliceridi e sull’accumulo dei grassi nel fegato, oltre a sviluppare un’eccessiva sensibilità verso l’insulina.

Il valore nutritivo del miele

Il miele – a differenza di altri zuccheri e dolcificanti – ha una composizione più complessa che dipende dai metodi di estrazione e dalle caratteristiche del fiore e dei pollini di provenienza. Il miele contiene al suo interno tutti gli zuccheri: saccarosio, glucosio, fruttosio, acqua, piccole quantità di vitamine, minerali e proteine. Proprio il contenuto di acqua in percentuale maggiore comporta il fatto che il miele ha meno calorie di saccarosio e fruttosio, ossia circa 15 calorie per 5 gr., ma possiede un potere dolcificante inferiore e per questo motivo si tende ad usarne di più.

In conclusione non è possibile dire quale zucchero prediligere. Ognuno presenta delle valide specifiche nutrizionali a parità di calorie, l’importante è assumerne sempre in quantità moderata – non più di 20 gr. al giorno – indipendentemente che si ricorra al saccarosio o al fruttosio, anche se quest’ultimo è meglio consumarlo con parsimonia


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