Economia e Lavoro > Finanza

Oro di Banca di Italia, Come Sono State Accumulate le Riserve Auree Italiane

Le riserve d'oro italiane ammontano a circa 2450 tonnellate di lingotti d'oro, una quantità che pone l'italia ad essere il quarto paese al mondo per quantità d'oro

Oro di Bankitalia, alla fine della seconda guerra mondiale poteva contare solo su poche decine di tonnellate di lingotti, una quantità che toccò i minimi storici a causa delle spese dello sforzo bellico e di alcune confische che i tedeschi fecero dopo la firma dell'armistizio.
Da questo si evince che la stragrande maggioranza delle attuali 2450 tonnellate di oro sono state accumulate dal dopoguerra ad oggi.
Nell'attuale situazione in cui versa l'economia italiana dall’inizio dell’euro molto si è parlato di queste riserve d'oro e come queste possano sostenere il paese nei casi di bisogno.
Ad oggi ciò che viene affermato dalla Banca di Italia è che le riserve d'oro siano una sorte di garanzia con la quale lo stato mantiene la propria credibilità a livello internazionale.
Da queste affermazioni viene da pensare che come sorta di assicurazione per la credibilità internazionale ben poco sia servita negli ultimi dieci anni visti i risultati ed in considerazione del fatto che la quantità delle riserve d'oro italiane siano tra le più grandi al mondo.
Questa enorme quantità, che rende l'italia uno dei maggiori detentori di riserve d'oro, è stata accumulata grazie alla forte crescita economica, sostenuta anche da una moneta debole che favoriva l’esportazione del made in italy.
In pochi anni grazie l'export italiano crebbe rapidamente facendo accumulare allo stato italiano cospicue quantità di valuta estera.
A causa degli accordi di Bretton Woods parte di queste valute straniere furono utilizzate per varie operazioni di acquisto oro per mezzo dell' Ufficio Italiano Cambi, ente controllato da Bankitalia.
Già nel 1960 la quantità d'oro accumulata dallo stato italiano arrivò a quasi 2000 tonnellate, nello stesso anno e nel 1965 l'oro dell'ufficio cambi fu trasferito in Bankitalia.
Negli anni successivi fino al 1970 vi furono altri aumenti delle riserve d'oro italiane che nel 1973 raggiunsero le 2.565 tonnellate.
Da allora le riserve d’oro sono rimaste pressoché invariate permettendo così al paese di essere ancora oggi uno dei maggiori detentori di oro.
In realtà sulle riserve d’oro italiane detenute da Banca Italia da sempre aleggia una sorta di mistero per quanto riguarda la sua reale disponibilità in caso di necessità.
Banca d’Italia afferma che solo la metà delle riserve auree sono detenute nel paese al sicuro in Palazzo Koch, per quanto riguarda il restante è detenuto presso i depositi di Federal Reserve, Bank of England e Banca per i Regolamenti Internazionali.

 


© Fai Informazione by gnubik.itt

Articoli Simili

Erronea segnalazione alla centrale dei rischi della Banca d'Italia

Cosa fare per risolvere e accedere nuovamente al credito

Tutti sanno che la centrale dei rischi della Banca d'Italia ha il compito di acquisire e fornire le informazioni relative alle posizioni debitorie e rischi creditizi di coloro i quali ti chiedono di accedere al credito.
Questo è dunque un enorme sistema che racchiude tutte quelle informazioni relative ai rapporti tra gli enti finanziari e i propri clienti.
Tale scambio di informazioni, tra gli intermediari e la Banca Centrale d'Italia, avviene su [...]

Continua a leggere

Ripresa economica, ciò che la sostiene oggi può renderla instabile domani

Per superare la crisi acuta da Covid, governi e banche centrali hanno spalancato i rubinetti del credito

Inutile girarci intorno, senza il forte sostegno delle banche centrali e l'indebitamento dei governi, la ripresa economica non sarebbe stata possibile a un passo così rapido (se di rapido si puà davvero parlare).
Ma tutto questo deve alimentare due preoccupazioni riguardo al futuro che ci aspetta.
I dubbi sulla ripresa economica La prima è cosa succederà se scoppiasse davvero una seconda e violenta ondata di contagi, oppure se la ricerca di un va [...]

Continua a leggere

Economia globalizzata e Covid, in futuro i paesi emergenti avranno un vantaggio

La ripresa economica richiederà un cambiamento che i paesi sviluppati avranno più difficoltà a implementare

La crisi santiaria provocata dalla pandemia da Covid ha colpito tutti i Paesi del mondo.
Si contano davvero sulle dita delle mani quelli che possono dire di essere usciti pressoché indenni da questa tragedia.
Gli effetti economici invece coinvolgono tutti quanti, per via dell'effetto a catena che caratterizza l'economia globalizzata.
Il futuro dell'economia globalizzata C'è però una forte differenza che caratterizza i sistemi economici, soprattut [...]

Continua a leggere