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Paesaggi del Salento

I paesaggi del Salento che caratterizzano le zone rurali sono frutto di secoli di tradizioni contadine abbinate a caratteristiche specifiche di quel territorio arso dal sole e reso frizzante dall’aria salmastra del mare. Le aree a perdita d’occhio ricoperte di terra rossa sono uno dei primi elementi che nota un visitatore che arriva per la prima volta a calcare il suolo salentino. Il terreno è caratterizzato da questa colorazione particolarmente calda e intensa per l’elevata concentrazione di minerali argillosi uniti a minerali di quarzo. È una terra non facile da lavorare e da arare perché risulta particolarmente compatta e ricca di calcare.

La terra rossa è intervallata da muretti a secco bassi che a tutti gli effetti costituiscono le prime tipologie di costruzioni comparse in questa parte del territorio italiano. i muretti venivano realizzati a mano con pazienza e maestria per delimitare la proprietà privata ma anche per evitare che il bestiame al pascolo potesse sconfinare nel campo del vicino. I muretti a secco più antichi che, nonostante lo scorrere dei secoli, ancora rimangono a testimonianza dei tempi passati, venivano realizzati ammassando semplicemente le rocce frantumate le une sulle altre. Con il passare del tempo i muretti a secco hanno assunto forme più precise e lineari tanto che l’arte di realizzare questo tipo di costruzione priva di cemento, viene tutt’oggi tramandata di generazione in generazione.

I paesaggi del Salento sono predominati dalla presenza di ulivi secolari con tronchi contorti e particolarmente belli da vedere. Attualmente in tutta la zona del Salento si contano circa 60 milioni di ulivi, molti dei quali hanno alle spalle perlomeno un secolo di vita. Queste piante sono particolarmente resistenti sia al vento che alla prolungata siccità estiva che caratterizza queste zone. Addentrandosi negli oliveti si possono scorgere le antiche pajare. Queste costruzioni sono delle abitazioni piccole e umili che risalgono attorno all’anno Mille. Venivano realizzate con pietre reperite nelle vicinanze e altri materiali affini incastrati abilmente fra di loro. Le pajare hanno una tipica forma conica, sono sprovviste di finestre ma dispongono solamente di un’entrata principale e di una scala esterna. In queste case vivevano per periodi brevi i contadini quando avevano lavori che li mantenevano impegnati per un po’ di tempo nei campi e non potevano far ritorno nelle loro dimore abituali magari ubicate a distanze non proprio ravvicinate.

Fra le costruzioni tipiche salentine ci sono anche le torri colombaie che non devono esser confuse con le torri costiere altrettanto diffuse in loco. Queste torri sono state edificate in epoca medievale per volontà dei signori del luogo. Servivano per offrire un degno riparo ai colombi allevati, simbolo di eleganza ma anche di prestigio e potere. Queste torri non si sviluppano molto in altezza e hanno una base quadrata oppure tonda. Al loro interno hanno una scala a spirale e numerose cellette adibite al riposo dei colombi. Attualmente sono circa 80 le torri colombaie rimaste in piedi anche se alcune di esse presentano importanti cedimenti strutturali.


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