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Rincari dei Conti Correnti degli ultimi mesi: quali sono le Banche che hanno aumentato i costi del c

La corsa al rincaro delle spese gestionali dei conti correnti non si ferma: solo nel 2018 si è registrato un aumento medio di 7,5 Euro. Un’impennata fino al +30% non indifferente che è stata messa in luce da un report della Banca d’Italia. Secondo l’indagine condotta, mantenere i propri soldi in banca diventa di anno in anno sempre più oneroso. Nel mirino anche i conti correnti postali e soprattutto i conti correnti online.

Ecco le ragioni dell’aumento

Da quanto emerso nell’indagine economica, gli istituti di credito sono corsi ai ripari per coprire i costi dei cd. tassi negativi, i quali hanno eroso in maniera preoccupante la loro redditività. Ma le motivazioni dei rincari si spingono anche oltre, fino a raggiungere la compensazione dei costi sostenuti dalle banche per il salvataggio di altri istituti in difficoltà. L’esito di queste ragioni è piuttosto nefasto per i correntisti anche online, i quali avrebbero visto lievitare i propri costi di gestione anche del 30% annuo.

I nomi delle banche che hanno aumentato le spese del conto corrente

Le segnalazioni sui rincari delle spese di gestione del conto corrente, in verità, hanno iniziato a diventare più insistenti nel 2016. Dall’autunno di quell’anno molte banche, in difformità rispetto a quanto disposto dal Testo Unico Bancario, avevano aumentato i tassi delle spese di gestione applicabili all’offerta dei loro conti correnti con motivazioni piuttosto generiche. Tra i nomi di tali istituti di credito figuravano BPM, Intesa San Paolo e Deutsche Bank.

Oggi, il novero delle banche che ha aumentato i costi di gestione del conto corrente si è espanso. A questi tre nomi, infatti, vanno aggiunti:

Banco BPM S.p.A.
BPER Banca
Credito Valtellinese
Banca Popolare di Sondrio.

Secondo le stime degli aumenti per i conti deposito entro il 2021 ci saranno ulteriori rincari che andranno dall’1% fino al 16%.

Aumenti anche per i conti correnti online

L’Economia del Corriere della Sera e altri siti come www.contocorrentezerospese.net è stata molto chiara nel riportare l’entità degli aumenti di alcuni conti correnti. L’analisi mostra un tangibile aumento, così sintetizzabile:

gli utenti single, che prima pagavano mediamente 74,00 € l’anno, adesso pagano circa 91,00 € con un +22.77%

le coppie che per il proprio conto pagavano circa 106,00 €, adesso ne pagano 129,00 € con un +22,14%

le famiglie sono passate da un costo di 123,00 € annuo a 150,00 € con un +22,96%

A questo va aggiunto che i costi di gestione più cari provengono dalle operazioni compiute allo sportello. Si sottolinea, inoltre, che le tasse per l’uso delle carte di debito sono aumentate complessivamente del 468% in questi ultimi anni.

Ma il vero balzo in su proviene proprio dalle banche online, le quali dal conto corrente a costo nullo sono passate all’applicazione dei primi canoni mensili. Fineco, ad esempio, dal 1° Febbraio passerà dal suo conto zero al canone mensile di 3,95 €. Altre rilevazioni ci dicono che per un conto online:

un single paga mediamente il +28,85%, rispetto un anno fa

una coppia il +32,93%,

una famiglia il +26,97%.

L’era del vantaggio dell’apertura di un conto web sembra, dunque, essersi conclusa. Tuttavia nomi come Widiba e Banca Sella sembrano resistere ancora, attenderemo nuovi risvolti.


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