Economia e Lavoro

Scambi commerciali tra gli Stati dell’Unione Europea

In forte crescita gli scambi commerciali tra gli Stati membri dell’Unione Europea, le spedizioni di merci tra le varie nazioni, sono valutate a livello monetario 3.070 miliardi di € con un incremento del 71% sulle esportazioni verso gli Stati non comunitari che sono state a livello monetario di 1.791 miliardi di €.
Tra il 2014 e 2015 l’export-import intra membri UE, è cresciuto in media del 4,7 % con aumenti a due cifre per gli scambi commerciali tra Irlanda 13,4 % e Croazia 12,3 %, mentre la Germania è al primo posto per quanto riguarda scambi tra stati Europei con il 22,6% delle merci scambiate. Anche i Paesi Bassi hanno un buon piazzamento con il 12,6%, la Francia 11,8% e il Regno Unito con il 10,2%.
Con il 16,5% dell’import/export l’unione Europea si attesta al primo posto al mondo, con più di 500 milioni di consumatori e un mercato unico al quale sono applicate delle regole precise e rispettate da tutti, come il possesso da parte delle imprese, della partita iva comunitaria senza la quale non si possono fare scambi intracomunitari.

Un principio base dell’Unione è proprio il libero scambio tra imprese dell’intera comunità, ciò per rafforzare la competitività e per favorire il rafforzamento economico. Nel mercato di interscambi tra i 28 stati membri intra UE circa l'80 % del totale sono stati effettuati da Lussemburgo, Estonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia e con il 49,7 % del Regno Unito.

L'Unione Europea è il primo esportatore al mondo
L'Unione Europea per il fatto che persone, beni, servizi e monete hanno libera circolazione risulta essere il primo mercato esportatore al mondo di manufatti e servizi. L’Organizzazione mondiale del commercio, stabilisce le regole, in modo da assicurare che accordi e obblighi relazionali commerciali fra gli Stati siano senza ostacoli, e che i rapporti avvengano con molti partner con i quali fare accordi di libero scambio.
Gli investitori negli stati dell’Unione possono operare a livello nazionale, regionale e comunale, beneficiati da incentivi fiscali, da assistenza per l’accesso al mercato, per aprire nuove vie di commercio con i paesi in via di sviluppo, con pagamenti di dazi doganali ridotti e programmi per il sostegno e lo sviluppo, aprendo cosi nuovi mercati.
Gli investitori commerciali europei, devono poter operare in massima sicurezza nei paesi terzi, la politica, l’economia e le leggi vigenti, devono metterli in condizione di operare in massima tranquillità.
L’Unione Europea si deve impegnare ad avere con i suoi partner commerciali, garanzie e impegno per proteggere e per agevolare chi vuole investire e favorire cosi la crescita e l'occupazione. L’impegno è anche verso studi per la riduzione del lavoro minorile, il raggiungimento di un ambiente più sostenibile e le speculazioni dovute alla volatilità dei prezzi.

 

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