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Settore tessile: quali rischi per la salute e la sicurezza

Il settore produttivo del tessile e abbigliamento è composto da una lunga filiera che parte dalla produzione dei filati e dei tessuti fino al confezionamento di abiti, biancheria intima e per la casa. Gli indici di infortunistica non rivelano eccessiva gravità di infortuni nel settore sebbene i rischi per la salute e la sicurezza siano comunque presenti e correlati all’impiego di sostanze chimiche per le tinture fino all’utilizzo di macchinari in movimento come i rulli per lo scorrimento dei tessuti, macchine per il taglio, macchine da cucire, stiratrici che impiegano vapore ad alte temperature. La tradizione tessile laziale è poco nota rispetto a quella toscana del pratese o quella piemontese del biellese, però è una presenza importante per cui il tema della sicurezza sul lavoro a Roma nel comparto tessile è particolarmente sentito.

Quali sono i rischi del comparto tessile

I rischi nel comparto tessile sono legati alle diverse fasi lavorative:

- fase di creazione stilistica del modello;

- fasi di ricevimento, controllo, preparazione del tessuto;

- fasi di taglio del tessuto;

- fasi di confezione del capo;

- fase di stiro del capo finito;

- fasi di controllo, stoccaggio e spedizione del capo finito;

- fasi di tessitura della maglieria.

Per esempio, nelle fasi di taglio del tessuto – sia in serie che manuale – si usano macchinari quali la taglierina elettrica o la sega a nastro i cui danni per la salute sono legati a:

  • Irritazioni delle vie aeree e degli occhi per via delle polveri che si alzano in fase di taglio delle pelli, pezze e dei tessuti;

  • Esposizione al rumore delle macchine per il taglio il cui rispetto dei livelli di norma è di competenza del datore del lavoro il quale è obbligato a informare il lavoratore attraverso appositi corsi di formazione (e chi risiede a Roma, può affidarsi anche alla US Group sia per i controlli e le certificazioni che per i corsi di formazione);

  • Patologie da sovraccarico bio-meccanico o Sindrome di Raynaud provocate dall’impiego prolungato di forbici manuali o taglierine;

  • Disturbi muscolo-scheletrici causati da posture incongrue prolungate nel tempo o movimentazione manuale dei rotoli di tessuto.

Patologie simili sono rilevabili anche nelle fasi di confezionamento dei capi di abbigliamento soprattutto in fase di cucitura e finitura, dove gli operatori restano per ore chini sulle macchine da cucire e impegnano la vista a lungo per mettere bene a fuoco i punti e direzionare l’ago. In questo caso, il datore di lavoro deve garantire la giusta illuminazione dei locali.

Anche durante le fasi di stiro, gli operai possono subire danni da discomfort termico legato al micro-clima caldo-umido dovuto all’uso del vapore ad alte temperature, nonché irritazioni alle vie aeree e sovraccarichi dell’apparato muscolo-scheletrico.

 


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