Scienza e Tecnologie

Stampanti 3D: cosa sono e quali sono i prezzi per quelle economiche?

Le stampanti 3D non professionali sono il nuovo trend degli ultimi anni

Dalla data dell'introduzione in commercio delle stampanti 3D l'ingegneria informatica di calibro internazionale ha compiuto notevoli passi in avanti in termini di innovazione tecnologica e progresso scientifico.

Probabilmente, ancora oggi, la maggioranza degli utenti non è sufficientemente a conoscenza delle straordinarie potenzialità che possiedono questo tipo di dispositivi, nè degli eventuali meccanismi di funzionamento posti alla base di essi.

Le stampanti 3D, sebbene presentino non pochi punti in comune, appaiono tendenzialmente diverse da quelle impiegate nelle scuole, nelle banche, negli uffici, etc.

Fino a pochi anni fa, infatti, era sempre più forte l'idea di un approdo mai totalmente completo di questo tipo di dispositivi all'interno del commercio internazionale dell'alta tecnologia.

Ebbene dai primi brevetti statunitensi in materia di produzione e relativi meccanismi di riproduzione di oggetti tridimensionali, quello della stampa 3D è stato un concetto in forte rivalutazione da parte degli esperti tanto che, sul finire del Novecento, i notevoli passi in avanti compiuti dalla stereo-litografia (meccanismo innescato dalla produzione di oggetti in tre dimensioni) hanno consentito un maggiore approdo di questo genere di stampanti tra i banchi del commercio hi-tech.

Le stampanti 3D hanno da allora straordinariamente rivoluzionato il metodo di stampa dei device tradizionali. Il funzionamento è basato su specifiche tecniche di movimento programmate e automatiche del piano d'appoggio, in concomitanza al lavoro sistematico della testina responsabile del rilascio graduale e costante di vario materiale, in genere termoplastico.

L'innovazione delle tecniche approntate per le inedite stampanti 3D risiede principalmente nel metodo FDM, secondo il quale la riproduzione dell'oggetto desiderato avverrebbe mediante un lento rilascio di materiale di varia natura il quale, agglomerato e denso, va a formare l'elemento composto precedentemente al computer tramite utilizzo di un apposito software.

Altri innovativi metodi possono riguardare: un consequenziale rilascio di liquido indurito, poi, mediante esposizione alla luce artificiale (metodo DLP), oppure una sistematica compressione di vari strati atti a comporre diverse tipologie di superfici, fino a creare angoli, smussature, sporgenze, etc.

Specialmente durante i primi anni di commercializzazione del prodotto erano alquanto sconosciuti i parametri di un possibile rapporto qualità-prezzo, in quanto ciò che offriva il mercato era generalmente qualcosa di altamente professionale e piuttosto costoso.

Le stampanti 3D hanno, anche sotto questo aspetto subìto un'evoluzione importante: il prezzo di costo si è tendenzialmente abbassato, consentendo ad una clientela sempre più variegata di valutare l'eventuale possibilità di acquisto.

La curiosità che si è generata nei confronti di questo genere di dispositivi si è rapidamente estesa a macchia d'olio, tanto da spingere gli esperti costruttori a realizzare diverse alternative di stampanti in tre dimensioni al fine di poter soddisfare le esigenze di tutti.

Le aziende produttrici hanno così ben pensato di creare una gamma di dispositivi leggermente meno costosa e prettamente ad utilizzo domestico. Al di sotto dei mille euro, ad esempio, è possibile acquistare stampanti 3D in offerta che sappiano fare il proprio dovere senza troppe pretese e che siano in grado di riprodurre oggetti di varia natura precedentemente composti previo utilizzo di software presenti in dotazione nel box di acquisto del device.

Nel caso in cui si voglia optare per l'acquisto di una stampante professionale bisogna indubbiamente prendere in considerazione ogni scheda tecnica relativa allo specifico dispositivo, valutando con attenzione e meticolosità la presenza di ogni potenzialità tecnica per quanto concerne i componenti hardware equipaggiati all'interno della stessa. I costi risulterebbero comunque meno elevati rispetto ai primi anni di produzione delle inedite apparecchiature.


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