Arte e Cultura

Storia della cremazione nell'antica Roma

La pratica della cremazione ha un'origine assai remota, infatti sono state diverse le popolazioni dell'Asia a farne largo uso nei loro riti funerari sin dall'antichità, per poi diffondersi verso altre aree geografiche nei secoli successivi. In Grecia infatti già si utilizzava la cremazione intorno all'anno 1.000 a.C.. Questa pratica, nella sua tradizione moderna, consiste nel ridurre in ceneri il corpo di un defunto ed inseguito racchiudere queste in un'urna conservata in un luogo (una casa o una cappella di famiglia) oppure spargerle in un luogo prescelto dal defunto stesso o dai loro familiari.

Se la cremazione Roma moderna avviene in maniera sobria, in quella antica si svolgeva seguendo un rito particolare e toccante. Infatti la cerimonia prevedeva che il corpo del defunto venisse bruciato assieme al suo letto funebre, con cui era stato trasportato, sul luogo della sua sepoltura oppure in siti allestiti appositamente per questo tipo di rito. Una volta scelto il sepolcro, questo veniva reso sacro attraverso l'offerta di un sacrificio agli dei dell'Ade, prima che vi venisse conservata l'urna con le ceneri. All'inizio della cerimonia, venivano aperti gli occhi del defunto, se ne collocava il corpo sulla pira in legno con accanto oggetti personali e doni, poi i presenti gridavano il suo nome e si procedeva all'accensione del fuoco, in genere effettuata dal consorte. Una volta spento il rogo, le ceneri venivano raccolte e conservate in un'urna, la cui forma e materiale poteva variare in base al livello di importanza e ricchezza del defunto. Infatti si partiva dai più modesti vasi in semplice terracotta fino ad arrivare ad urne in marmo con decorazioni, anche in rielievo.

Esistevano anche dei rituali tra il giorno della morte e la cerimonia funebre, che variavano anche in questo caso in base all'importanza del defunto. Infatti, se il rito era molto semplice per un cittadino comune, quello di un soldato caduto in battaglia veniva pagato dai suoi commilitoni, con un contributo sottratto loro dalla paga. Per un alto ufficiale militare invece venivano offerti onori, marce o addirittura cavalcate intorno alla pira. Ancora più maestoso era il rito funebre per soggetti di altissimo rango: infatti si programmavano funerali pubblici, con canti, letture di panegirici e cortei a cui presenziavano numerosi soldati, magistrati e gente comune. Per quanto riguarda gli imperatori, si offrivano e quindi si poteva assistere in alcuni casi anche a spettacoli gladiatori o teatrali. Generalmente, il giorno della cerimonia, si effettuava un banchetto funebre, a cui seguiva dopo 9 giorni di lutto, un secondo banchetto, presso la tomba del defunto. Ulteriori commemorazioni, sempre con banchetti, avvenivano nel corso dell'anno.


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