Scienza e Tecnologie

Trattamento antiattrito: chi se ne occupa a Parma?

Anche se spesso non vi prestiamo attenzione, l’attrito è una componente indissolubile della nostra vita quotidiana. È proprio grazie ad esso, infatti, che possiamo afferrare degli oggetti, viaggiare in auto, camminare per strada e compiere una moltitudine di altre azioni.

Poiché ci permette di fare tutto ciò, l’attrito è senz’altro da considerarsi una cosa positiva, ma naturalmente esiste anche la possibilità che esso abbia una connotazione ben più negativa. Usura dovuta al contatto tra due superfici, come ad esempio un pistone o un cilindro, meccanismi che si azionano con difficoltà a causa dello sfregamento, surriscaldamento delle parti o deterioramenti superficiali sono solo alcuni degli inconvenienti legati proprio alla forza di attrito.

Fortunatamente, di fronte a simili problematiche non siamo indifesi: è possibile infatti ricorrere a olii e lubrificanti per fare in modo che due componenti a contatto fra loro possano scorrere e muoversi reciprocamente senza tuttavia andare a intaccarsi in superficie.

Oltre a questa strategia, è possibile per così dire intervenire “a monte” facendo in modo che siano le stesse superfici in questione ad avere un coefficiente di attrito basso. Ciò è frutto dell’adozione di trattamenti anti-attrito che prevedono l’impiego di appositi sigillanti antifrizione: ed è proprio di questo che si occupa la Nicasil di Parma, azienda dall’esperienza pluridecennale che esegue le sue lavorazioni su ogni genere di manufatto.

Scegliendo di rivolgersi alla Nicasil di Parma si potrà beneficiare di trattamenti antifrizione che si basano sul rivestimento della superficie da trattare con nichel chimico per mezzo di procedimenti galvanici, che poi viene indurito per mezzo di un trattamento termico a 300-400°C.

Una volta eseguito ciò, gli specialisti Nicasil sono pronti a eseguire il trattamento vero e proprio mediante i prodotti antiattrito più indicati caso per caso, che permettono di passare da un coefficiente di attrito iniziale di circa 0,4 a livelli molto più bassi, pari a 0,2 o addirittura 0,1.


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